sabato 23 dicembre 2006

                                                                                   



 


mercoledì 20 dicembre 2006

Solidarietà

Avevo promesso post leggeri nel perdiodo natalizio e questo non lo è di sicuro. C'è di che riflettere e molto leggendo quanto succede a un blogger, non in Iran o in Cina ma qui in Italia. Ti sono vicina

martedì 19 dicembre 2006

 



Complice la mia tesorina - e il suo biglietto natalizio - sta tornando il buonumore!
Poteva mancare la song?

Paese incivile

Amo il mio Paese, il senso di patria è radicato in me ma oggi la mia definizione dell'Italia è questa: incivile. Uno stato senza giustizia, o meglio dove "giustizia" è un vago concetto ( morale? ), un qualcosa che ci dovrebbe essere, un'astrazione, una rappresentazione mentale in cui i principi sono confusi e approssimativi. E' triste e aberrante che a nessuno interessi se la giustizia funziona. Si legge e si scrive molto di magistrati, di carriere e avvisi di garanzia senza chiedersi se la giustizia esiste ancora. Il fatto che non funzioni è il vero grande problema, quello che toglie credibilità alle leggi, che mina lo stato alle sue fondamenta, che toglie libertà a chi è onesto e innocente. Possibile che ci sembri normale che un processo duri ventanni? Possibile sì, visto che è la norma. Credo sia la struttura in sè ad essere avariata e credo anche che sia questa inaffidabilità che permette l'aumento del crimine, soprattutto della microcriminalità giovanile. Perchè proprio oggi mi sento così indignata? Perchè nonostante tre, dico tre e ripeto tre ergastoli una feroce criminale è una persona libera. E a me fa schifo una "giustizia" che lascia in sospeso per ventanni persone innocenti e poi scarcera chi non ha scontato la propria pena. A cosa servono la legge, il processo, gli appelli, il giudizio, la pena se poi le cose incredibilmente si aggiustano? Ecco nel nostro paese non c'è giustizia, ma tutto si "arrangia" prima o poi. Quanto dovrà essere forte l'odore di marcio prima che la politica se ne occupi? 

lunedì 18 dicembre 2006

Jingle Bells


Si comincia a respirare aria di Natale... liste di regali, pacchettini da consegnare, un tacchino nel freezer, le palline e le luci dell'albero sparse per il salotto, quadri/pareti/mobili pieni di ninnoli e candele, le gatte che giocano col muschio del presepe, le luci esterne che funzionano a metà, i carillon che suonano ogni 3x2... adoro il Natale! Manca una settimana e la mia occupazione preferita è ascoltare carole e canzoncine, oggi lascio questa  

mercoledì 13 dicembre 2006

Oggi ce n'è per tutti

Per gli onorevoli dell'Unione che chiedono di oscurare il trailer di «Olè » per vilipendio al corpo insegnante. Premesso che più che oltraggiare gli insegnanti probabilmente il film offende la cultura degli spettatori, possibile che lor signori abbiano tempo per chiedere divieti di questo tipo? Possibile imputare al basso livello culturale - di un film - lo stato della scuola italiana, tanto da vedere come un passo in avanti una censura? Ma chi sono poi questi signori? Uno di loro è Giuseppe Di Lello di Rifondazione, ex magistrato, che afferma «...accanto all'indulto bisognava approvare anche un provvedimento di amnistia. E' persino ovvio ed è sempre stato così: le due leggi marciano insieme... pensiamo a cosa sarebbe successo se l'estate scorsa non avessimo approvato la legge di indulto. Il numero sempre enorme dei morti ammazzati e delle rapine si sarebbe mantenuto stabile. E a quello si sarebbe aggiunta l'esplosione delle carceri.» E allora tutti a casa, ma guai a parlar male degli insegnanti, piuttosto truffali e rapinali, che poi tanto c'è l'indulto. E in tv passiamo Annozero.


Per la Lega e Rifondazione - perseverante il Prc  - che si dichiarano contrari all'inserimento della lingua italiana come lingua ufficiale  nell'articolo 12 della Costituzione. Che l'Italiano sia la nostra lingua è ovvio, che sia la più importante e la più diffusa nel nostro paese è altrattanto ovvio, quindi la Lega eviti questi scivoloni dichiarando che l'ufficialità metterebbe a rischio gli idiomi locali, che da sempre sono tramandati in famiglia e che si possono salvaguardare a prescindere dalla Costituzione senza scadere nel localismo a tutti i costi. Rifondazione teme invece che se l'Italiano fosse l'idioma ufficiale sancito dalla Costituzione sarebbe più semplice porre la sua conoscenza come requisito per avere la cittadinanza italiana. Avvisiamo i rifondaroli che il problema sarebbe maggiore se chi ha la cittadinanza poi non capisce un'emerita acca di quello che sente e soprattutto si tranquillizzino su un eventuale test: non ci sarebbe bisogno di conoscere i congiuntivi, altrimenti Di Pietro perderebbe la sua.


Per chi nel mio comune ha messo un presepe agghiacciante in piazza di fianco al mio ufficio, perchè l'unico aspetto che si salva è la Sacra Famiglia, postmoderna ma comunque bella. Ma si può dipingere le pareti interne della capanna a mò di metropoli, con tanto di insegne al neon - solo dipinte per fortuna - e grattacieli? Ci vogliamo dare un'aria da cosmopoliti? Siamo comunque un paesello di alta collina. Non c'è un solo simbolo che richiami la natività classica, nemmeno la stella cometa. Sarà mica che non vogliamo offendere nessuno, eh? 


And, last but not least, il prode Frodi anche oggi si è espresso al suo meglio: « La Finanziaria la farei in modo identico ma in modo diverso ». Viene il dubbio che l'Italiano non sia la lingua di questo paese...

martedì 12 dicembre 2006

Relax

 




Questa sera total relax: un thè bollente da bere a letto guardando questo & questo 

Humpf!

Era troppo semplice, troppo naturale, troppo tutto. Fare budget a metà dicembre, finire qualche sospeso  dopo la cena aziendale e poi rilassarsi a casa fino a gennaio? Pie illusioni. Da oggi nuovo cambio di rotta commerciale, ricavi ridotti con effetto retroattivo et voilà! siamo di nuovo tutti nel panico. Fffffffffffffffffffffffffff

lunedì 11 dicembre 2006

Piccolo sfogo

Non c'è da stupirsi che la CdL abbia attriti al suo interno quando perfino i sostenitori non riescono a concentrarsi su ciò che li accomuna e non fanno altro che scontrarsi e dissociarsi gli uni dagli altri.  Ragazzi se pensate di trovare una persona che la pensa esattamente come voi in ogni sfumatura sappiate che in quel momento non avrete nulla su cui dialogare, riflettere e crescere. Le grandi cose - secondo me anche le piccole - si costruiscono per gradi, sulle fondamenta comuni si poggiano le basi e poi possono esserci pareri diversi su svariati argomenti. Trovo inutile, estenuante e dispersivo questo balletto. Quasi quanto quelli che vorrebbero 50 partitini divisi pronti a mettersi insieme solo quando ci sono le elezioni. Il maggioritario secco, il bipolarismo "vero" , i grandi partiti all'americana ce li siamo dimenticati ?

martedì 5 dicembre 2006

Illusa!

Chi? Io, of course. Oggi pomeriggio mami aveva la visita medica per il rinnovo della patente, appuntamento alle 16.00 a Modena. Dal momento che mio padre non può rimanere a casa senza una di noi che lo aiuti saremmo andati tutti e tre e avevamo deciso che dopo la visita avremmo fatto un giretto qui, poi a casa per cena. E così siamo partiti, una volta lì abbiamo trovato un parcheggio relativamente vicino - zona disco, ma niente multe -  poi siamo entrati all'Hotel Eroina, che per chi non conoscesse Modena è un palazzo dove hanno sede anche Asl e Coop, e nei cui sotterranei il "commercio" pare sia frenetico. Prima cosa che si nota: scala con tanto di insegne della Asl, scala su cui bisogna salire per leggere il cartello che avvisa che gli ambulatori sono dietro la stessa al piano terra. Scendiamo, voltiamo dietro la scala e qui è pieno di cartelli che indicano  wow! gli ambulatori sono qui. Entriamo, afferriamo un numeretto - 80 - e aspettiamo. Davanti a noi ci sono solo 16 numeretti! Evvai, si fa presto! C'è molta ressa e caldo, ma almeno due posti a sedere per i miei li troviamo... davanti alla porta dove lo spiffero è inclemente, ma va bene lo stesso. Mentre procedo nella fila al box mi rendo conto che c'è un'altra stanza sulla destra, gremita di persone, diverse in carrozzina. A un certo punto da un ambulatorio che dà su quella stanza esce una dottoressa che chiama il numero 37. Sono le 16.35. Ho il sospetto che tutte quelle persone siano ancora in fila... Alle 17 circa è il mio turno al box dove consegno i documenti e chiedo a che ora chiude l'ambulatorio. La ragazza mi guarda smarrita e risponde: « Io chiudo alle 17.30, ma gli ambulatori vanno avanti finchè c'è qualcuno ». Il mio sguardo allibito deve averla colpita perchè aggiunge: «Se vuole può fare un giretto, ci vorrà un pò perchè chiamino il suo numero». Porto i miei a prendere un cappuccio, facciamo un minimo di spesa e poi di nuovo dentro. E lì scopriamo qualcosa che ha dell'ineffabile: I numeri non vengono chiamati in ordine progressivo. Io sono certa che un ordine ci sia, ma non mi è chiaro quale. 56, poi 43, poi 94, poi si torna a quelli dal 60 al 70... Ci rendiamo conto che ci vorranno ore prima che tocchi a mami, ma non possiamo andare via, se poi chiamano l'80?? Risultato: intorno alle 18.20 un signore - non so se sia un medico perchè aveva un maglione verde militare con le spalline e le stellette al posto del camice - esce da uno degli ambulatori e invita dei "numeri" a seguirlo dall'altra parte del corridoio in quello che da lontano sembra un archivio... uno alla volta entrano, poi vengono rimandati dov'erano. Mistero, buio totale. Ho la pessima impressione che sia tardi e stiano tirando a concludere... ma poi scopro che no, non era tardi, visto che mami è stata chiamata alle 19.10. Però ci ha messo pochissimo, questo va detto. C'è stato chi rimaneva in ambulatorio 20 minuti, lei in 5 se l'è cavata.
E' stato un pomeriggio strano, "contaminato" dal nervoso per come funziona la sanità e allo stesso tempo "stranito" dal luogo in cui ci siamo trovati. Urla nell'androne, rumori di metallo che cozza sotto il pavimento, personaggi degradati che vanno e vengono dalla toilette della Asl, persone che soffrono costrette a rimanere lì per molte ore e medici che svolgono il loro lavoro in un ambiente veramente infelice. E se dico infelice io che ho lavorato due anni a Braida...
Alla fine niente fiera, di filato a casa con la speranza di non tornarci più, anche perchè pari che la struttura sanotaria stia traslocando.

sabato 2 dicembre 2006

Grandi!

 



 


Grandi i leader, la folla, gli organizzatori, i numeri. E grande l'emozione, anche per chi l'ha seguita da casa perchè è stata molto di più di una manifestazione contro la finanziaria. Nei discorsi di oggi di Berlusconi e Fini c'erano le idee e i principi del centrodestra, ma soprattutto la voglia di fare, la coesione e la consapevolezza di pronunciare le parole di moltissimi italiani. Grandi!

Grazie

 



 


Onore a questa bandiera