Manca un mese dalla scadenza per la scelta della destinazione del tfr e ho l'impressione che pochissimi lavoratori abbiano le idee chiare in merito. Ascoltando i clienti che vengono a chiedere informazioni mi sono resa conto che escono le teorie più improbabili, ma è stato sul web che ho letto le castronerie più eclatanti. Lasciando da parte il cosa fare, cioè quale destinazione dare al proprio tfr, riporto qualcuna di queste "eresie", non si sa mai sia utile a qualcuno.
-se non si decide rimane tutto com'è: è il contrario, il silenzio è un assenso al fondo di categoria (se esistente) o a FondInps
-meglio i fondi (di categoria e non) o le pip rispetto all'Inps perchè si può dedurre il tfr versato: assolutamente falso, il tfr è lordo e non si deduce affatto, ciò che si deduce sono i versamenti volontari (ed eventualmente quelli dell'azienda)
-se esiste un fondo di categoria si può scegliere solo quello: falsissimo, si può aderire a una qualsiasi forma di prevenzione autorizzata dalla Covip
-se si aderisce a una qualsiasi forma previdenziale che non sia l'Inps poi non si può più spostare da lì fino alla pensione: dopo due anni di permanenza si può cambiare fondo/pip/etc. E' all'Inps che non si può tornare.
Per finire una chicca da un cliente stamattina: «Io lascio il tfr in azienda, altro che Inps, banche, assicurazioni o sindacati» Io: «Ma quanti dipendenti ha la Xyz?» Lui: «Mah, non so di preciso, saremo sui 150. Ma che c'entra?!?» «C'entra c'entra, perchè solo le aziende con meno di 50 dipendenti continuano ad amministrare il tfr, le altre lo versano nel Fondo Tesoreria gestito dall'Inps»
ehm.. lavori all'inps?
RispondiEliminaUahahaha assolutamente no!
RispondiElimina