Leggo che De Gregorio (Italia dei valori) è stato eletto presidente della commissione Difesa del Senato grazie ai voti CdL, soffiando la seggiolina alla candidata dell'Unione Lidia Menapace (Rifondazione). Superato il primo istinto del chissenefrega, scopro che la faccenda ha scatenato una bagarre. Di Pietro, "leader" dell'Italia dei valori è furioso e chiede a Di Gregorio di dimettersi, perchè "Per il Senatore De Gregorio, Italia dei Valori aveva ottenuto la presidenza di altra commissione..Il vincolo di partito e di coalizione avrebbe imposto al Senatore di votare la candidata dell'Unione. In mancanza di cio', De Gregorio si colloca fuori dalla linea politica dei Italia dei Valori e fuori dall'Unione". Bè, se ti prendi un saltafossi poi non te la prendere se arraffa senza andare per il sottile. Poi, che diamine, avevano già un'altra sedia tutta per lui. Forse il signor De Gregorio è inadatto a occuparsi di difesa e gli avevano riservato qualcosa di più consono alle sue competenze e invece la signora Menapace è più adatta o forse ha più esperienza in materia. Ma chi è poi questa ottuagenaria ? Un'antimilitarista, favorevole all'abolizione delle forze armate, che ha invitato a disertare i nostri soldati in missione all'estero e che afferma "Le Frecce Tricolori sono un inutile spreco. Fanno baccano, inquinano e servono solo in circostanze celebrative come la parata del 2 giugno" . Ora mi domando: ma che accidenti ci fa una così nella commissione difesa ? E non mi si venga a dire che essere anti-militaristi ne fa un'esperta in grado di organizzare discussioni e proposte di legge in merito. Al massimo può proporre di sostituire i soldati con gentili dame di carità che, si sa, sono utilissime a mantenere l'ordine e la sicurezza. Prodi può dirsi contento, anche oggi ci hanno stupito.
Ieri in u intervista ho sentito parlare il senatore De Gregorio e ho capito immediatamente come mai militi nel partito di Di Pietro. Quello che non ho ancora afferrato è come mai sia l'uno che l'altro, prima ancora di buttarsi nelle battaglie parlamentari, abbiano deciso di combattere una così cruenta battaglia con la lingua italiana.
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