venerdì 13 aprile 2007

C'eravamo tanto amati


Il Partito Democratico non è ancora nato, anzi è un parto lungo e doloroso. Almeno a sentire i protagonisti.
Da La Stampa:


Fassino : «Ci sono tanti che aspirano ( a essere il leader del Pd, ndC) e io non ho certo meno titoli. Anzi, forse di più» «So che Veltroni scenderà in campo ma io mi metterò di mezzo»


Rutelli «Sarà dura  ma io giocherò le mie carte»


Franco Marini: «Basta che in un partito ci sia un ex dc e le regole del gioco le impone lui»


Massimo D’Alema (come riporta un dirigente diessino) : «Quando gli ho detto che Piero è già ai blocchi di partenza ha storto la bocca e ha risposto con il tipico “mah!” di disapprovazione»


Pierluigi Bersani: chiede «volti nuovi» per la guida del Pd che somigliano tanto a lui 


Enrico Morando: «Nel Partito democratico il leader di governo deve coincidere con quello di partito. E finché c’è Prodi, c’è Prodi. Lo sdoppiamento è un’invenzione di Fassino»


Arturo Parisi: «Ho assistito a risse terribili, evidentemente il potere oggetto del contendere è tutt'altro che a scadenza, anche se scadente»


Giuseppe Caldarola, ex direttore dell’Unità : «C’è una sola questione: chi deve comandare. Guardate Fassino: per mettersi alla pari con Veltroni che sembra nato nell’89, ha fatto un lavacro del suo passato. Si è ricordato dei Gulag. Ma alla fine decideranno i due king-maker, D’Alema e Marini, i capi dei dorotei di quello che dovrebbe essere un partito nuovo. Insomma, tanto casino per nulla»


E io che credevo fosse arduo rimettere insieme la CdL!


 



2 commenti: