Qualche giorno fa scorrevo la prima pagina di TocqueVille insieme al Rettile, leggiucchiando titoli qua e là. Premetto che i suoi interessi online sono altri e che con un 56 k è costretto a "scremare" le pagine che apre, quindi sapeva dell'esistenza di TV e che è anche un aggregatore, ma nulla di più. Il mio entusiasmo e la condivisione di idee che ci trovo devono averlo incuriosito e abbiamo intavolato una discussione sul think-thank, sul blog come strumento di divulgazione e sulla responsabilità che si assume chi scrive.
Nello specifico leggevamo post sul terrorismo, sull'islam, su come reagire etc. Rettile sostiene che essendo "pubblico" si dovrebbero moderare i toni e che scegliere termini "equilibrati" può rendere lo stesso l'idea; tutto per evitare che si generi altra violenza. Ragazzini che leggono, o chi per loro, possono sentirsi autorizzati a tirare un sasso materiale al posto di sassi nello stagno. Io sostenevo che qualsiasi cosa faccia "cultura" pone questo problema, e che personalmente preferisco usare parole che rendono meglio il mio pensiero, cesellando senza moderare troppo, lasciando all'intelligenza altrui capire di cosa si tratta. Mi sono alterata spiegando che essere disgustati dal terrorismo islamico e scriverlo a chiare lettere è ben diverso dall'incitare alla violenza. In effetti credo di essermi alterata anche perchè non mi aspettavo questo suo atteggiamento di " distacco" da una fucina di idee che sono anche le sue. E' un pò hussard il mio amore. Alla fine della discussione eravamo entrambi stizziti, io continuerò a scrivere anche di politica, lui di gdr e altro.
Riflettendoci a posteriori mi sono resa conto che sul momento non ho colto appieno cosa intendeva dire.
Resto dell'idea che i ragazzini ben se ne guardino dal leggere post argomentati di natura politica, ma mi chiedo se qualcuno più grande non sfrutti in qualche modo le nostre parole, travisandole, per appoggiare i propri intenti.
mercoledì 20 luglio 2005
More than words
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io credo che scrivere a chiare lettere ciò che si vuole, per reagire alla violenza fisica reale, come quella di Londra, è un grande segnale di vitalità.
RispondiEliminaNon è incitamento alla violenza. Sempre che non ci si voglia far ammazzare impunemente. Alla fine ci resterebbero troppi cadaveri e molte marce della pace, ma nessun tentativo di resistenza.
ciao.
Esatto! Secondo me vitalità è un termine che rende benissimo l'idea di cosa esce da Tocqueville :)
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