Oggi ricorre San Francesco, patrono d'Europa e simbolo per eccellenza di carità cristiana. Non è mai stato fra i miei Santi preferiti, ma mi ha sempre colpito la sua vita straordinariamente cristiana, così vicina al Vangelo da risultare troppo "distante" per la maggior parte delle persone. Un pò per interesse personale sull'agiografia e un pò per prozii nei frati minori ho colto stralci di "francescanesimo" in varie persone. Mi sono sempre chiesta, anche con un pò di invidia a volte, come ci si sente ad avere tanta Fede e tanta certezza nel Bene,
in un Bene universale, slegato dagli interessi di una fede piuttosto che a un'altra. Sembrano concetti del tutto avulsi dai nostri giorni, eppure proprio questo spirito, anche nelle piccole cose, dovrebbe essere la base per i cattolici. Oltre che un modo per ritrovare le radici cristiane. Senza scadere nel buonismo, senza retorica, senza perdere i principi liberali che fanno parte del nostro tempo e della nostra cultura. Senza arringhe, senza sentenze o imposizioni, solo scelte personali. La sfiducia che pervade gli italiani - nelle istituzioni come nella politica, nel mercato come nella religione - credo sia basata anche sulla percezione di lontananza da tutte queste cose. Eppure non sono così lontane, di certo non più lontane da noi di quanto non lo sia San Francesco. E' curioso come "associazioni" di persone ci risultino più lontane di un Santo. C'è da riflettere. Anche su quanto si adoperino queste stesse persone perchè non sia così.
martedì 4 ottobre 2005
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